sabato 15 dicembre 2018

Il #seguimichesonofelice di Ilaria Evangelisti: un buon manuale di (quasi) felicità - (da una vera recensione su Amazon)

Ho letto #seguimichesonofelice in un paio d’ore, tutto d’un fiato, perché quando cominci non riesci a trovare il punto in cui dici “vabè mi fermo qui per oggi, continuo domani.” E appena ho chiuso il libro mi sono accorta che da due ore il mio viso sorrideva, perché tutte le piccole storie felici raccontate mi hanno ricordato e proiettato nelle mie piccole storie felici. E allora da oggi la inseguirò con forza questa piccola felicità che ho sotto gli occhi e che spesso do per scontata, insieme alla volontà di essere io stessa un po’ della piccolastoriafelice di chi condivide con me la vita o solo uno sguardo di passaggio per strada.
Credo che questo libro sia un buon manuale, da riprendere in mano ogni tanto.

venerdì 14 dicembre 2018

Il #seguimichesonofelice di Monica Ciabattoni

"Ogni mattina alzati e cerca la felicita' "
Bellissimo libro scorrevole e divertente nei suoi aneddoti famigliari , coinvolgente nella perdita dei propri cari!!!
Cercare e trovare la felicità nelle piccole cose non è per tutti: consigliatissimo .
Complimenti all'autore!!! E un grande grazie perché mi ha suggerito come andare avanti nelle piccole e grandi difficoltà che ogni giorno incontro.
Monica Ciabattoni 

giovedì 13 dicembre 2018

Da una recensione vera su Amazon: la felicità può essere concreta?

DA UNA VERA RECENSIONE SU AMAZON
"...felicità. Cos'è la felicità?
Un'emozione astratta.
Poi leggi "Piccola storia felice" e riesci a toccarla."
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martedì 11 dicembre 2018

La grande storia triste degli incivili contro la nostra piccola storia felice (si parla del posto auto disabili occupato)

Ieri sera abbiamo trovato ancora occupato (ore 19.30) il posto disabili riservato a nostro figlio (con numero di concessione regolare).
Ho cominciato a telefonare alla Polizia Municipale del 13mo municipio ogni mezzora ma purtroppo si sa, le forze in campo sono poche rispetto a una città enorme.
Non faccio una colpa alla Municipale perchè sono uomini, padri e madri come noi, e devono gestire, con pochi mezzi e scarso personale, Municipi immensi (il nostro, se non sbaglio, si aggira attorno ai 200 mila abitanti).
La pattuglia notturna è arrivata sotto casa nostra alle 23.21. Sono uscito sul balcone a ringraziarli e hanno cominciato la lunga procedura che prevede identificazione del veicolo, multa e poi la rimozione con carro attrezzi.
Spesso ci capita, in queste tre ore almeno di attesa, che i maleducati, gli incivili, facciano in tempo a svolgere i loro comodi e andarsene via impuniti senza neanche una multa guadagnandosi solo qualche nostro urlaccio (per poi a volte tornare indietro e restituirci l'insulto).
Mi sento suggerire da amici di tutto e di più: "spaccagli il vetro, rompigli i tergicristalli, bucagli la gomma, parcheggiagli di fianco e non farlo uscire ecc.ecc."
No, io preferisco la lunga attesa della e nella giustizia.
E' faticoso far scendere i bambini sotto casa, metterli al sicuro, e cominciare a cercarsi il posto.
E' faticoso sollecitare ogni mezz'ora la Municipale.
E' faticoso aspettare per ore che arrivino sperando che l'incivile non arrivi prima e se ne vada impunito, ancora una volta
E' faticoso e non si viene totalmente ripagati dal retrogusto dolce amaro che dà il lampeggio del carro attrezzi.
E' faticoso seguire le lunghe e tortuose vie della Legge ma è giusto farlo, almeno noi che siamo genitori responsabili dobbiamo farlo non solo per noi stessi e i nostri figli ma pure per questi incivili e i loro figli.
All'inciviltà si risponde con la civiltà, con le regole, con la legge altrimenti diventa la guerra di tutti contro tutti e se per la "pace" devo soffrire qualche ora di attesa, ben venga.
Alla grande storia triste degli infelici e incivili, opporrò sempre la nostra piccola storia felice.

ps: un ringraziamento speciale davvero alla Polizia Municipale di Roma



lunedì 10 dicembre 2018

Il #seguimichesonofelice di Sonia Galanti

Ho letto questo libro in poche ore, è scritto con una semplicità disarmante, sono attimi di vita vissuta con spensieratezza, dove anche i problemi quotidiani vengono trasformati in motivi per cui vada la pena essere felici. In alcuni momenti mi sono commossa ed in altri emozionata...mi ha fatto capire che tutti noi possiamo essere felici perché la felicità sta nelle piccole cose che viviamo tutti i giorni e va rispettata e coltivata.
Libro da tenere sotto mano nei momenti difficili,consigliatissimo come pensiero di Natale.

domenica 9 dicembre 2018

Da una recensione vera su Amazon: il #seguimichesonofelice di Daniele

Non è un manuale della felicità, ma una cosa molto simile.
Questo libro non ha la presunzione di volerci insegnare qualcosa di magico per essere felici, ma ti lascia riflettere e fa acquisire la consapevolezza che si possono riscoprire grandi gioie nelle piccole cose che la vita ci offre, ma che spesso non ce ne rendiamo subito conto.
Leggendo, mi sono trovato in prima persona a vivere qulle piccole storie felici, apprezzandone la semplicità ed allo stesso tempo l'importanza profonda.
!molto bella anche la dedica a pagina 91!

venerdì 7 dicembre 2018

il #seguimichesonofelice di Lucia Palmioli per il quotidiano on line Inlibertà.it

"Raccontando personali esperienze ed aneddoti, condividendo riflessioni, storie e pensieri, Giorgio si rivolge al lettore regalando e descrivendo una fondamentale quanto basilare lezione di vita:preoccupati di ampliare la tua sfera di influenza, quella in cui ti è permesso esercitare il tuo controllo e riduci la sfera del coinvolgimento, dove poco puoi fare, se non imparare a lasciare andare. E sforzati di essere felice. É scientificamente riconosciuto che ridere fa bene, anche a lavoro. Ridere è una sana abitudine da coltivare, un allenamento. Un po’ come appoggiare l’occhio ad un caleidoscopio: caleidoscopio, dal greco “vedere bello”. 
Questo gioco di specchi rende effettivamente tutto un po’ più bello oltre che confuso. Perché vedere bello significa anche lavorare su noi stessi. La ricerca suggerisce che vedere il bicchiere mezzo pieno giova alla salute e alla nostra forma mentis."


continua a leggere la bella presentazione al mio libro di Lucia Palmioli su
inlibertà.it




giovedì 6 dicembre 2018

Da una recensione vera su Amazon: il #seguimichesonofelice di Raffaella

Un libro “contagioso”…lo leggi e ti rendi conto che da quel momento ogni viso che incontri, ogni esperienza che fai…anche la più quotidiana, può diventare un raggio di sole in una giornata nuvolosa. Perché tu, Giorgio, mi hai fatto ricordare una cosa importante…che la felicità non è una fatalità, ma la conquistiamo giorno dopo giorno, proprio mettendo insieme le nostre piccole storie felici…ed ognuno di noi ce le ha!! E’ proprio questo il bello!! Se uno indossa i tuoi “occhiali” vede felicità anche nelle piccole cose, un po’ come il Piccolo Principe…
Grazie al tuo libro mi sono ricordata che anche io ogni giorno posso trovare la mia piccola storia felice…
Raffaella

mercoledì 5 dicembre 2018

Questa nostra piccola storia felice


Questa nostra Piccola Storia Felice

Ho passato questa notte
a scorrere
sullo schermo della tua schiena
i nostri 14 anni
sistemandoli come pezzi di un puzzle
e come abbiamo fatto
assieme
in tutti questi giorni
La velocità del nostro “incontro”
che a raccontarla
ancora qualcuno non ci crede
la determinazione su quel divano
e ora figli determinati
su un altro divano

sabato 1 dicembre 2018

Il #seguimichesonofelice di Francesca Santacroce

Sapevo che mi avresti sorpresa, che queste pagine sarebbero state pillole di felicità, frutto della tua vita "di strada", germogli di esperienze quotidiane che rasserenano, rincuorano e che danno alla routinaria quotidianità un colore meno grigio. È un libro da leggere dall'inizio alla fine ma anche dalla fine a ritroso, da leggere aprendolo a caso perchè in ogni pagina trovi un sorriso, una nota di nostalgia, di amore che non sempre è scontato che ci circondi. A volte, più semplicemente, rifiutiamo di accogliere nelle nostre esistenze. Grazie alle tue parole, semplici, dettate dal cuore, mi sembra di aver conosciuto Suor Chiara Rusteghini e questo non è dote di tutti. Bravo Giber! #seguimichesonofelice 

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Grazie Francesca. Lo dico per davvero. Hai colto meglio di me, spiegato meglio di me, il senso del mio libro. Grazie davvero
Giber!

martedì 27 novembre 2018

Il #seguimichesonofelice di raffaella

Sai cosa ha scatenato il tuo libro?? Ogni giorno cerco anche io di trovare la mia piccola storia felice😊. Giorgio.. sei contagioso!!!!😊😊. E ti dico di più.. Proprio facendo questo mi sto rendendo conto che ne ho proprio tante di piccole storie felici😊 Raffaella

#seguimichesonofelice - Piccola Storia felice

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sabato 24 novembre 2018

Occupa il "nostro" posto disabili riservato, prende la multa e ci lascia anche un cartello di insulti: succede, a Roma

Alle 1530 di ieri venerdì trovo il posto disabili sotto casa riservato a nostro figlio occupato per un terzo da un' altra vettura (ho tutte le foto con me). Avendo noi quattro figli ho una macchina famigliare molto lunga e quindi, nonostante vari tentativi, non ho potuto parcheggiare. 
Alle 16 chiamo la Polizia Municipale di Roma (XII Municipio) per comunicare il fatto, mi cerco un altro parcheggio e lascio sul parabrezza dell'incivile un foglio A4 con scritto: "Grazie da nostro figlio disabile". I vigili, purtroppo impegnati a star dietro a una città enorme e problematica come la Capitale, arrivano sotto casa  verso le 17.50 quando sto uscendo per accompagnare un altro figlio da un'altra parte.
Cominciano così i controlli di rito e le due vigilesse  chiamano il carro attrezzi e verso le 19 il tutto si risolve.
Io torno dall'impegno con l'altro figlio e finalmente posso parcheggiare nel posto a noi riservato.

Oggi, Sabato mattina, mi ritrovo sul parabrezza lo stesso foglio che avevo lasciato all'incivile con su scritto: "Grazie a lei, alla sua incapacità di parcheggiare che mi è costata 300 euro".

Guarda caro maleducato. 
Noi, siccome spesso ci capita di trovare il nostro parcheggio occupato, prima di chiamare la Polizia Municipale aspettiamo almeno una ora, facciamo il giro del vicinato, chiediamo ai negozianti e a chiunque se conoscono la macchina di chi ci occupa il posto riservato per farla spostare in modo amichevole.
Guarda caro maleducato, non sono mai contento di chiamare i vigili, risollecitare la loro uscita ogni venti minuti, e spesso, dopo tre ore, si libera il posto senza che i tuoi colleghi maleducati si prendano una multa.
Guarda, caro maleducato, invece questa volta sono contento che ti sei preso 300 euro di multa ma spero che qualcuno ti insegni le buone maniere e la prossima volta , se ti vedo parcheggiare qui sotto, ti scriverò un bel cartello con scritto #seguimichesonofelice perchè a noi resteranno i disagi, i tuoi insulti, e tante difficoltà ma la "piccola storia felice" quotidiana non ce la facciamo togliere da quelli come te.



martedì 20 novembre 2018

#seguimichesonofelice - Piccola Storia Felice - il nuovo libro di Giorgio Gibertini Jolly



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Ogni mattina alzati e cerca la felicità. Vai in cerca della felicità che potresti già trovare accanto nel tuo letto (quindi senza bisogno neanche di alzarti), nell’altra stanza di casa tua, dal pianerottolo in poi, oltre quella serranda già aperta, nel sedile posteriore dell’autobus, oltre la porta del tuo ufficio, dietro il bancone del bar, davanti a una chiesa socchiusa e quindi comunque aperta, alla cassa del supermercato, dentro la divisa di un cameriere, nei chilometri dell’autista che ti riporta a casa. La felicità si conquista cercando ogni giorno l’allegria, partendo col sorriso, portando il sorriso (che è molto contagioso), coltivando il sorriso, custodendo il sorriso.

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Questa è la sfida che ci pone l'amico Giorgio in questo libro: quella della felicità, semplice, pura. In più di un'occasione ci ricorda che questa non ci cade in testa, ma bisogna andare a cercarla, a cominciare proprio dalle realtà più minuscole del vissuto quotidiano.
Le storie che ci racconta sono icone di piccoli sorrisi, di carezze e abbracci, di chilometri consumati durante le giornate di lavoro e delle soste rigeneranti. Sono il rovescio della medaglia di una società che invece vorrebbe amplificare la negatività, seminare il cinismo, affermare la rassegnazione. Sono quelle piccole cose per le quali vale la pena di vivere! Basta solo avere degli occhi che sanno scovare la felicità in queste piccole realtà e un cuore che la sa accogliere con generosità!
(dalla Prefazione di Pasquale Pierro)




mercoledì 14 novembre 2018

Ho conosciuto la sconosciuta Madonna del Latte di Maceratola

Vino e spirito. Alle spalle della Cantina Caprai ecco la piccola frazione di Maceratola e su una casa il dipinto della Madonna del Latte

Leggi anche qui

sabato 27 ottobre 2018

Un piccolo "scalo" nel Medioevo: ho incontrato l'Abbazia Santa Maria a Piè di Chienti a Montecosaro Scalo

Ho sbagliato strada.
Me la sono ritrovata davanti.
Ho visto che era aperta.
Sono entrato e, di colpo, mi sono tuffato nel Medioevo. E' davvero uno dei posti più belli che abbia mai visitato.
Leggi pure che cosa ho scritto su Ilcentuplo
Guarda le foto e i video qui di seguito
Guarda i video che ho personalmente girato, qui

domenica 14 ottobre 2018

Una giornata coi figli al Maker Faire

Difficile scegliere tra centinaia di espositori, migliaia di idee (molte meritevoli per davvero), decine di azzeccatissime creazioni (complimenti a tanti, dall'Esercito Italiano a Robotic Thunder passando per Polygonal e per tutti gli stands del padiglione sul riciclo e sugli orti urbani, ritornando dai chimici di Scienza Divertente Roma fino ai Droni ovunque e per tutto.
Godetevi le nostre foto e i nostri video qui sotto mentre, per un articolo sulla manifestazione, andate su Il Centuplo

martedì 9 ottobre 2018

Apro la porta e vedo il mare


Uno dei luoghi dove davvero si conciliano ricerca della felicità e mare è ai 14 Leoni, Lungomare Clemente Tafuri, Salerno.

Già Salerno di per sé è una stanza da letto aperta sul mare. Questo albergo è l’emblema di Salerno, di tutto ciò.
In questo luogo io arrivo inevitabilmente dopo tanti chilometri e parcheggio e vedo il mare, e scarico la valigia e vedo il mare, e mi registro alla reception da Marco e vedo il mare, ed entro in camera e vedo il mare e, prima di cena, mi faccio una lunga passeggiata per Salerno e costeggio felice il mare.

sabato 6 ottobre 2018

YeS, Ylenia e Stefano hanno detto Si

Oggi due amici, Ylenia e Stefano, hanno detto YeS, Si. Si sono sposati. Noi che abbiamo seguito parte di questo cammino (soprattutto quello di Ylenia) oggi abbiamo veramente festeggiato con lei e quindi anche con lui perché quando due amici si sposano non è solo la fine e l'inizio di un loro percorso, ma anche di tutti quelli che gli stanno attorno.
Ho avuto l'onore di poter leggere in Chiesa la poesia che scrissi quando ci comunicarono le nozze e che trovate su Il Centuplo.
Buona vita matrimoniale carissimi Ylenia e Stefano e grazie di averci coinvolti nel vostro mondo.

giovedì 4 ottobre 2018

Auguri ai Francesco con "Fratello Sole e Sorella Luna" suonata da nostro figlio Massimo

Auguri ai Francesco (a cominciare dal Papa) con "Fratello Sole e Sorella Luna" suonata da nostro figlio Massimo

lunedì 24 settembre 2018

Agenzia Entrate: dieci anni per notificarmi una cartella e solo 5 giorni di tempo per verificarla o pagarla

Dicono che è dal 2008 che mi cercano per un versamento mancante
Dicono che hanno provato a ricontattarmi il 7 novembre 2013 ma senza successo eppure sono sempre stato in quella casa e lì ho pagato luce, acqua, telefono, immondizia....
Dicono che gli devo 340,47 euro per un versamento mancante ma se posso io, io, dimostrare di averlo fatto, dieci anni dopo, due traslochi dopo, 4 figli in mezzo..... prego, faccia pure, ci invii la documentazione.
Per dirmi questo mi hanno messo una ricevuta in casella postale, sono andato in posta a Roma, fatto coda e ho ritirato un avviso nel quale mi scrivevano questo atto, senza specificarlo, era depositato presso la Casa Comunale di Roma.
Altra coda, anzi tre code, 1,50 euro per ritirare l'atto e poi la brutta sorpresa.
Dicono che è 10 anni che mi cercano e me ne danno 5 per pagare.
E' corretto tutto questo? E' giusto tutto questo?
Dieci anni per notificarmi una cartella e solo 5 giorni di tempo per verificarla o pagarla.
Amarezza italiana




mercoledì 19 settembre 2018

Onora tuo padre e tua madre, secondo Papa Francesco

"Il quarto comandamento non parla della bontà dei genitori, non richiede che i padri e le madri siano perfetti. Parla di un atto dei figli, a prescindere dai meriti dei genitori, e dice una cosa straordinaria e liberante: anche se non tutti i genitori sono buoni e non tutte le infanzie sono serene, tutti i figli possono essere felici, perché il raggiungimento di una vita piena e felice dipende dalla giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo"

lunedì 17 settembre 2018

La meraviglia di Roma a pochi metri da casa

Quando si va a camminare di mattino presto, all'alba, poco prima delle 7, vicino a casa (per la precisione al Parco del Pineto in via della Pineta Sacchetti) si può godere di questa meraviglia ovvero del risveglio umano in armonia con quello della natura. Basta poco, a pochi metri da casa. Ecco quando si dice che Roma è magica.

mercoledì 12 settembre 2018

Preghiera per il 1 giorno di scuola

Preghiera per il 1º giorno di scuola
Signore Gesù, unico Maestro, aiutami a studiare, mantieni sveglia la mia mente, veloce e attenta la mia penna, fammi fare buon uso del tempo che mi doni, senza sprecarlo. Fammi crescere ogni istante nella Tua grazia e nel Tuo amore, sotto il Tuo sguardo dolce e nell'abbraccio del Padre. Fa' che la nostra scuola sia una comunità serena e gioiosa, guida gli insegnanti, i genitori, i collaboratori. Il mio studio sia al servizio di chi mi è vicino oggi e di chi lo sarà domani. Nel sacrificio sia il Tuo cuore grande ad incoraggiarmi, e se la prova mi va male sia la Tua immensa Grazia a non farmi abbandonare. Sussurrami con amore i concetti più difficili e io non li dimenticherò, e ogni pagina che studio sarà un incontro segreto con Te. Vieni, Santo Spirito; Maria, Sede della Sapienza, rimani con me. Amen.
Il Signore ci benedica!

lunedì 10 settembre 2018

Fede e ironia per raccontarvi chi era mia zia - in ricordo di zia Angela Molteni

“Ciao Zia sono il milanes de Roma, me recugnusi? “
Al telefono in questi mesi ti dicevo così quando ti chiamavo mentre rientravo a casa, e dopo avermi riconosciuto e avermi sgridato per il mio pessimo milanes (te gh’è dimentica tut cos) mi chiedevi sempre di tutti, di Sara, dei miei figli che ti hanno conosciuta poco ma che ti conoscono e ti ricorderanno per la Zia del Milanes e dal dito grosso.
Oggi vorrei provare a dare voce a tua sorella, la mia mamma, ai tuoi figli, Gigio e Massimo ai quali hai concesso il privilegio di chiudere il cerchio della vita, permettendo loro di curarti, lavarti, pulirti accudirti come hai fatto tu per prima;
vorrei dare voce alle loro mogli, Elide e Marilisa, ai nipoti Alessandro, Jacopo, Claudio, Fabio, Luca che ho conosciuto in questi anni grazie ai tuoi racconti;

giovedì 23 agosto 2018

La casa di nonna Alba

Sara pulisce le stanze, il bagno, la sala, la cucina e poi chiude la porta, per sempre. Quella non è più la casa di nonna Alba. Lo è stata per decenni, ora tutto è chiuso e spento, non c'è la caffettiera sempre pronta in cucina, dove ancora facevamo colazione. Non c'è più nulla.
La morte comincia a far sentire la sua presenza proprio in questi giorni di saluti, quando l'estate sta finendo, quella stessa estate iniziata col funerale di nonna Alba e che finirà con questa dolorosissima ripartenza.
Per 15 anni siamo ripartiti, come famiglia, dandole il prossimo appuntamento. Prima ci accompagnava alla macchina, poi solo dal balcone e poi più nulla, un lento spegnersi, su quel divano che adesso parla da solo. Ora ripartiamo e basta e tutto questo fa male, molto male.
Per Sara e i suoi fratelli invece è stata la casa dove per 40 anni sono cresciuti, hanno vissuto, hanno dormito, amato e quella maniglia oggi pesa e scotta.
Per Silvana ora tutto questa casa sembrerà una cattedrale nel deserto e si sentirà più sola e dovrà cominciare a viaggiare anche lei ma sa che avremo per sempre altre più strette "quattro mura" come luogo di incontro.
Per me è stato il primo luogo dove ho dormito a Venarotta e dove nonna Alba veniva a rimboccarmi le coperte e dove ha visto crescere, passo dopo passo, figlio dopo figlio, battuta dopo battuta, la nostra famiglia.
La morte non è una poesia, una canzone, un ricordo ma qualcosa di concreto. La morte è la costante presenza di una assenza.
Eccola.
La morte è questa. Il convivere con questo vuoto fino alla fine dei nostri giorni. Ci siamo già passati, per Babbo, e quando ti diranno che il tempo medicherà tutto non crederci. Col tempo imparerai solo ad abituarti a questo nuovo stato della vita, ai cambiamenti necessari dettati dagli eventi, alle nuove situazioni...e a fare colazione da un'altra parte.


sabato 18 agosto 2018

Salita sul monte come vittoria (anche psicologica) su se stessi


Siamo saliti al Monte Vettore (2476 m) con tutta la famiglia, parenti e
amici. Per me è stata una impresa visto che fino a qualche mese fa camminavo pochissimo, sport solo il giovedì, e zero passeggiate in montagna.
Per le mie ultime salite devo andare indietro nel tempo a quando ero educatore al Campeggio dell'Oratorio San Luigi di Novate Milanese: decine di anni fa.
E' stata una faticosissima quanto bellissima esperienza che più che altro mi è servita per vincere su me stesso, contro i miei limiti, le mie paure, i miei freni, anche psicologici.
La notte prima non ho dormito dall'agitazione.
I bambini sono stati bravissimi, molto più di me, e hanno imparato sulle loro gambe perchè la montagna è spesso utilizzata come metafora della vita.
Arrivato in vetta ho urlato come un bambino? No, più di un bambino. Urlato di gioia. Così come ho esultato all'arrivo alla macchina dopo la discesa.
Ho vinto dimostrando a me stesso, ancora una volta, che sia fisicamente sia psicologicamente, anche alla nostra età, qualche sfida è ancora superabile!
Ora mi sto preparando per la prossima meta, il Monte Gran Sasso!

venerdì 3 agosto 2018

August capo d’inverno: addio nonna Alba, ci vediamo la prossima volta.


August capo d’inverno: addio nonna Alba, ci vediamo la prossima volta.

“Ietv viè” ci hai detto l’ultima volta dopo che ti abbiamo strattonata, fatta ballare attorno al bombolone dell’ossigeno, pitturato le unghie dei piedi, cantato qualche canzone e pregato assieme coi nipoti.
“Ietv viè”, sicuramente avrò sbagliato la pronuncia, nonna, come mi dicevi sempre, e io non sono come Stefano che ha studiato molto più di me e parla bene anche il vostro dialetto!
Sei morta i primi giorni di Agosto e questo mese chi ci dirà: “August capo d’inverno?”
Sei entrata nel lungo inverno della vita proprio ad Agosto, l’Alba al tramonto ma oggi non voglio solo piangere, non voglio celebrare una tragedia perché morire a quasi 92 anni, con questa serenità, con tutto questo amore attorno, non possiamo definirla una tragedia.
Oggi voglio ridere con te, se ci riesco, ancora una volta ma lo rifaremo per sempre guardandoci le centinaia di foto e video che ti abbiamo fatto con te consapevole, anzi, attrice protagonista quando ti lasciavi mettere il cerchietto in testa, la maschera dell’uomo ragno, il cocktail in mano o l’uovo di pasqua rovesciato in testa.
Ci sono centinaia di foto che andrebbero proiettate oggi su questo altare e parlerebbero di te meglio delle nostre parole e racconterebbero ai presenti, che ti hanno conosciuta in vita, anche solo una volta di passaggio, chi eri veramente nonna: un condensato di dolcezza, fermezza, bontà, originalità, amore, preghiera.
La prima volta che ti ho conosciuta eri sui gradini di casa, al terzo gradino, e come già avevi fatto con chi mi aveva proceduto mi hai fermato e mi hai detto: “Ehi, hai intenzioni serie? Se no “Ietv viè” . Quel giorno ho capito un’altra grande verità del matrimonio cristiano. Sposando Sara ero consapevole di  entrare in una nuova famiglia che aveva questa nonna simpaticissima, questi fratelli così uniti e ben educati, i cugini anche loro affettuosi e i miei suoceri.
Non sono andato via, anzi, nonna, come vedi, siamo ancora qua.
Ti ho conosciuta solo negli ultimi 15 anni di vita per questo i miei ricordi sono pochi ma tutti intensi.
I tuoi detti in dialetto, anche se, sono convinto che qualcuno te lo eri inventato al momento per soddisfare la mia sete di conoscenza: ce ne sono alcuni che neanche Silvana sapeva tradurre.
La tua passione per il calcio si è incrociata anche con la mia e mi ha fatto amare un po’ anche l’Inter perché era la tua squadra (perché ci ha giocato Baggio dicevi) ma soprattutto mi ha fatto conoscere l’Ascoli che seguivi alla radio ultimamente anche nelle radiocronache di tuo nipote Matteo. Sei stata sicuramente una delle ultime ad usare la radio per seguire il calcio e a scrivere le lettere a mano!
Il gioco delle carte, che hai insegnato anche ai bambini, come con piacere  li ascoltavi fare i compiti, recitare le poesie a natale o suonare il flauto traverso.
Prima di partire hai aspettato Eleonora, per l’ultimo saluto, hai seguito a distanza il matrimonio di Ugo, hai accolto anche Paolo e Winnie capendo che l’amore che avevi  inculcato ai tuoi nipoti era maturato in modo esponenziale e si era ormai aperto a nuove esperienze di genitorialità.
Quanto amore hai donato e quanto te ne è tornato indietro, nonna!
Se posso permettermi, nonna, mi porto via questi tre insegnamenti:
la spensieratezza e serenità con la quale affrontavi la quotidianità e con la quale ti sei spenta andando incontro alla morte. Quando hai compiuto 90 anni ti ho chiesto: nonna, vorresti avere 10 anni in meno? E tu mi hai dolcemente sorpreso rispondendomi: “no, ormai si va solo avanti”, col sorrisino semplice di chi ormai è consapevole che la vita è al termine perché è nell’ordine naturale delle cose, della vita.
Quella vita (e siamo al secondo insegnamento) che seppur ti ha tolto tanto, il marito, Nonno Ugo che non ho mai conosciuto, tua figlia zia Anna che ho visto due volte, e babbo Vincenzo… ma non ti ho mai sentita in questi anni rivolgerti al Padre con rancore, con domande, ma solo con preghiere, soprattutto verso i defunti. Noi siamo ancora qui a chiederci perché ci ha tolto Anna e Vincenzo e tu sei sempre stata dignitosamente addolorata ma in fondo sempre serena, sempre in comunione con loro, come sei adesso, per davvero, lassù, a farvi la vostra partita a carte.
E infine questi ultimi mesi ti sei fatta alzare, lavare, pulire dai tuoi nipoti come per decenni hai fatto tu e ti sei riconsegnata a loro “bambina” permettendo loro di chiudere il meraviglioso cerchio della vita e insegnandoci l’umiltà della quinta stazione.
Vai nonna e lasciaci andare. “Ietv viè”. Sì, ce ne andremo ora, ognuno per il suo percorso, non faremo più a gara per correre a starti vicino sul divano, il grande raccolto di chi dispensa solo amore.
Andremo ognuno per la nostra strada, non ti preoccupare, ce la faremo. Addio nonna, anzi a presto ora non abbiamo più neanche bisogno di tornare a Venarotta per incontrarti perché viviamo in un grande abbraccio.

martedì 3 luglio 2018

Lo Sposo che attende la Sposa

E mentre tutti
guardavano la Sposa
all'ingresso
della Cattedrale di Sant'Antonio
in Castelsardo
dimenticandosi anche
del mare all'orizzonte
io guardavo te
Ugo
attendere questo momento
più di tutti noi.

Lo sposo che attende la sposa
è simbolo dell'umanità
che attende una nuova vita
una svolta
l'eterna promessa
un'altra sorpresa

Lo sposo che attende la sposa
siamo tutti noi
che ci siamo già passati
o che vorremmo essere lì
al suo posto
e avere la tensione nell'iride
e lacrime pronte
ma impigliate
nella retina.

Io guardavo a te
come a un fratello
conoscendo quello sguardo
e quella elegante e determinata regolatezza
che avevi quel giorno
al bivio di Mozzano
che ha in ogni scelta
in ogni partenza
in ogni nuovo viaggio
ma soprattutto oggi
sulla rampa di lancio

Mentre tutti guardavano la sposa
io guardavo te
poi il resto
l'avete fatto voi
la paterna farfalla sulla spalla
la presenza di Dio


qui trovi la poesia scritta per il loro matrimonio



sabato 23 giugno 2018

Nessun Matrimonio è un'isola

Nessun uomo è un'isola
nessuna donna è un'isola.

Nessun matrimonio è un'isola
nessuna isola è un'isola
vi è sempre un ponte
un collegamento
sommerso o in superficie
per tenerci
legati agli altri.

Oggi è fondata
la vostra famiglia
difendetela e custoditela
come questa splendida Isola
che ci ha accolto
e che è
muta testimone
del vostro SI.

Custoditela
ma non isolatevi
restate in contatto
con la terra ferma
(le vostre famiglie d'origine)
ma create pure
nuovi collegamenti
nuove rotte
gettate nuove reti
perchè da soli
non si va avanti.

Nessun Ugo è un'isola
nessuna Valentina è un'isola

Oggi c'è la vostra isola
e presto noi salperemo
ammirando da lontano
i vostri confini
e le nuove insenature
che si modelleranno
col lavorio del tempo
e delle acque

Ecco il matrimonio:
isolarsi
senza restare isolati.







mercoledì 20 giugno 2018

La Pace ha radice nel dolore amato

Passaparola
20 June
La pace ha radice nel dolore amato.
Peace has its root in the suffering that is loved.
"It is just in the word ‘cross', it is just in the full acceptance of it, that – in the dynamism of Christian life completely projected in loving not ourselves but others – that we can experience what true light, true love means; that we can be clothed with that strength, and invaded with that peace which give meaning and fullness to our life and renew it completely."
Chiara Lubich

lunedì 18 giugno 2018

Il nostro gatto Ramino segue con noi la partita Inghilterra-Tunisia

Un altro modo di seguire i Mondiali di Calcio. Questa sera il nostro gatto Ramino si è messo con noi a vedere Inghilterra contro Tunisia ma, probabilmente perchè particolarmente coinvolto emotivamente, non si è sdraiato con me e Matteo sul divano ma è entrato direttamente in campo mettendosi in barriera con i giocatori della Tunisia (guardate foto e video).

domenica 17 giugno 2018

Per smaltire.... siamo andati a piedi da casa a San Pietro

Che cosa avevamo da smaltire di così importante e urgente? Solo la cena di nozze del giorno prima dei nostri amici Mirko e Marta oppure c'è ben altro da smaltire? Non lo so neanche io di preciso. So solo che abbiamo cominciato a camminare e...siamo arrivati a San Pietro! Sei chilometri, una ora e 11 minuti, una preghierina e via...a cercare gli autobus per tornare a casa e impiegare...quasi lo stesso tempo!



lunedì 11 giugno 2018

Al concerto di Vasco Rossi coi figli? Sì, si può

Mi ritrovo ancora qui a parlare di Vasco Rossi o meglio di quello come ho scritto nel mio libro su Modena Park),
che ruota attorno a questo cantante (
L'anno scorso non vi portai i miei figli (viaggio troppo impegnativo) ma promisi a loro, soprattutto a Massimo (11) e Matteo (7), che in caso Vasco fosse tornato a Roma li avrei accompagnati per passare loro il testimone.
Io mi sarei fermato pure a Modena Park (l'apoteosi!) però Vasco ha messo due date, quest'anno, a Roma, e ho mantenuto ben volentieri la promessa fatta a Massimo e Matteo così questa sera, assieme ad altri amici, siamo stati all'Olimpico a vedere il concerto Vasco No Stop 2018 (volete vedervi un po' di bei video andate sul mio canale youtube)
La mente è volata al mio primo concerto: anno 1997, Guccini al Palalottomatica, accompagnato da mia sorella Chiara e suo marito Fabio (grazie!).
Per Massimo era il secondo concerto, per Matteo il primo.
E' stato molto bello vivere assieme questa esperienza, cantare alcune canzoni di Vasco che ci uniscono (loro non le conoscono tutte, soprattutto quelle vecchie), saltare e ballare assieme, allungare le braccia, sudare, abbracciarci urlando "Vita spericolata".
Matteo, piccoletto dadino mio, era trattato da tutti come una star; Massimo si è comportato da vero rocker cantando e ballando continuamente.
Spero che per sempre, ai miei figli, rimanga il ricordo di questa serata con il loro "babbo", un po' così folle ma soprattutto follemente innamorato di loro, della nostra famiglia (grazie mamma Sara!) e della vita.



mercoledì 6 giugno 2018

La prima scultura di Mauro

Dopo mesi di lavoro, ecco la prima scultura di Mauro, un Gatto in polvere di ceramica. Calco di un oggetto modellato con la plastilina.
Complimenti a Mauro e alla sua maestra Federica Perrelli

martedì 5 giugno 2018

Fogna a cielo aperto in mezzo alle nostre case a Roma

Il mio "buongiorgio" oggi è poco "buongiorno".
Sotto casa via, all'angolo tra via Benedetto XVI e via Del Forte Braschi, da settembre 2017 vi è una voragine che ora è diventata una vera e propria fogna a cielo aperto, in mezzo ai palazzi, in mezzo alle nostre famiglie, ai nostri bambini.
Ogni mattina ci troviamo davanti alle scene descritte in queste foto e in questo video.
Puzza e schifezze maleodoranti che partono da via Benedetto XV all'altezza del numero 1 e poi scendono lungo tutto il lato destro di via del Forte Braschi.
Aiutateci a denunciare sui social questo "schifo" visto che, forse, è l'unico modo rimasto per farci sentire.








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lunedì 4 giugno 2018

Finalmente tutti e 4 i fratelli assieme

Vederli tutti e quattro assieme, "finalmente". Finalmente? Posso usare, con riguardo e delicatezza della situazione, questo avverbio?
Anche Alessandro, il fratellino più piccolo, c'è sembrato più sereno, più allegro, e i suoi occhi cominciano a essere come gli occhioni dei fratelli.
Loro quattro, fantastici quattro. Assieme, colorati, festosi, sotto l'albero a farsi le foto ma soprattutto sotto lo sguardo "innamorato" di altre quattro famiglie che si prendono cura, miracoli dell'Affido, di ognuno di loro avendo a cuore che non perdano mai questo legame di sangue.
Questa immagine riassume più di tutto quello che stiamo facendo come coppia affidataria ma soprattutto la loro gioia, nello stare assieme, ci ripaga di ogni quotidiano sforzo per questi "nostri" figli che, a vederli così, sono insieme più "nostri" e meno "nostri".


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domenica 3 giugno 2018

Imparando qualcosa della vita a un torneo di Calcio dei figli: una rimonta che vale il primo posto

Finale dei Pulcini al torneo Futsal di Tortoreto. Primo tempo perdiamo 4 a 0.
Massimo, il mio campione, sente troppo la partita e non riesce a giocare come al solito trascinando la squadra. Massimo in panchina piange, ha il vomito. Il Mister, Marcello Pozzi, gli si avvicina, trova le parole giuste: "Massimo, è una partita come le altre. Gioca come sai fare".
Inizia il secondo tempo. Massimo si procura il fallo del tre a 1 realizzato da Roger poi è lui a fare tre goals in un crescendo di grinta mista a tecnica e finalizzazione. Massimo trascina la squadra e noi genitori tifosi (in totale sofferenza sugli spalti!) ai calci di rigore. I nostri sono perfetti. Segnano Gabriele, Roger, Massimo poi uno di loro sbaglia e Lorenzo segna regalandoci la prima vittoria.
Esplode la gioia assieme al pianto di emozione mentre cantiamo in mezzo al campo abbracciandoci coi figli. Matteo non mi si stacca dal collo, Massimo è per terra questa volta immerso in un pianto di gioia.
Grazie Massimo che ci hai insegnato alla "rimonta" possibile, nel calcio come nella vita. Ricordatelo anche tu.
Grazie Matteo (Pappi, da un mister chiamato Gnappo e dall'altro Gnappa) che ci hai insegnato a stare in silenzio in panchina, grande nel tuo essere piccolo, disponibile se c'è bisogno, e sempre sorridente alla canzone "e bomber Pappi, tirali matti...oohoohoohhhh).
Grazie Mister Marcello perchè, educando i nostri figli, educhi anche noi genitori a bordo campo...della loro vita!

sabato 2 giugno 2018

Matteo si "auto annulla" un goal

Oggi al torneo hanno assegnato 
un goal a Matteo 
per sua presunta deviazione di tacco 
su tiro da fallo laterale 
ma lui è andato subito dall'arbitro 
a dire che non aveva toccato la palla 
e il goal è stato annullato: 
che soddisfazione!

02 giugno 2018 - Tortoreto

mercoledì 30 maggio 2018

Saggio di Fine anno flauto - Massimo

Massimo, assieme al suo amico Filippo, hanno suonato, per il saggio di fine anno, Vivement

martedì 29 maggio 2018

Scrivere col rumore del mare

Sono qui a scrivere col rumore del mare.
Non lo vedo
lo sento soltanto
eppure è qui sotto
appena oltre la finestra
della stanza 110
basterebbe distogliere lo sguardo
da questo foglio

Il suo sussurro
ha trovato 
finestre spalancate
e mi ha accompagnato
tutta la notte
con il continuo ripetersi
delle sue onde
quasi fosse un rosario laico

domenica 27 maggio 2018

Massimo legge il racconto di Nonna Alba durante "N'artro mondo a Pineta Sacchetti"


Buongiorno mi chiamo Alba Gandesi ho 91 anni quasi 92 se Dio vuole, e oggi vi racconterò la mia infanzia.
Ero una bambina orfana perché mia mamma mi aveva abbandonato. A 10 anni mi prese in affido una signora senza marito, la quale tutti i giorni mi mandava a lavorare, perché a quei tempi a 10 anni già non si giocava più, si aveva l’età per andare sulle colline a prendere la legna per il fuoco e l’erba per la pecora - di cui adesso non ricordo il nome – per andare già al fiume a lavare i vestiti o a prendere l’acqua.
Ogni tanto però, finito di lavorare, giocavamo anche un po' a corda, campana e saltino. Io giocavo solo con le femmine con i maschi giocare era una cosa molto strana.
All’epoca io non avevo sogni, come vi ho detto, pensavo solo a lavorare. A natale non si riceveva niente, ma poi quando arrivava la befana mandarini per tutti.
Una volta cresciuta mi innamorai di un ragazzo. Purtroppo non ci potemmo sposare, a quei tempi non si decideva nulla, nemmeno il marito. Fu così che fui costretta a sposarmi a 17 anni con Ugo. Il mio fidanzato partì per la guerra disperato e lì morì.
MASSIMO GIBERTINI