mercoledì 4 dicembre 2019

E stiamo ancora cantando.....

Stasera guardo io
da quella finestra
dietro la quale nascondevi l’emozione
aspettando il nostro arrivo
ascoltando i nostri canti
desiderosa di aprire quelle imposte
sentire l’ovazione
le prime note di Rose Rosse
e vedermi ascendere a te

Ora ci sono altre finestre
dalle quali attenderci
e dalle quali scrutare nuove partenze
non solo le mie

Ci sono altre canzoni
da continuare a cantare
tanta altra gente attorno
disposta a farsi contagiare
dal nostro amore
consacrato quindici anni fa

Ti amo perché sei ancora lì a quella finestra
Ti amo perché sei copilota in questo viaggio
Ti amo perché sei bussola per la nostra famiglia
Ti amo perché sei maestra per molti
Ti amo perché sei riferimento per tante
Ti amo per come ami tutti quei bambini
Ti amo perché la sera
spente le luci e soprattutto le voci
ancora riempiamo le lenzuola
Ti amo per quello che ancora costruiremo
assieme
inossidabili
e per quello che abbiamo fatto
ogni giorno

E quando mi hai detto
che quel bambino in cerca di famiglia
ha detto al giudice
“ne vorrei una come quella di Matteo Gibertini”
......
beh

mi sono rivisto
a quella serenata
poi ho rivisto
tutti loro
quelli che non c’erano
quelli che non ci sono più
quelli che si sono sempre
Ho rivisto tutto
in un attimo
e ho ringraziato per ogni attimo
costruito e voluto
e cercato
e amato
con te
e mi sono ritrovato
davanti a quell’altare
per un altro Si

giovedì 28 novembre 2019

L'incontro con un altro Gigante: padre Maurizio Patriciello

Caro Diario, voglio raccontarti subito che oggi è stata una delle giornate più belle della mia vita. Ho avuto la Grazia di incontrare, abbracciare Padre Maurizio Patriciello e pregare con lui e farmi confessare. Padre Maurizio (Caivano - Napoli - Terra dei Fuochi - massimo centro Europeo di smistamento della droga) è un combattente, un testimone vivente, un servo di Dio, un Padre... . Mi ha accolto dicendo: Oggi avevo chiesto al Signore di mandarmi un Angelo e sei arrivato tu". E io in modo scherzoso: "Sapessi cosa avevo chiesto io" e ci siamo abbracciati. Dopo la preghiera e la chiacchierata mi ha concesso una foto e mi ha segnato sulla fronte come si fa con un figlio... ho ancora i brividi dentro.
Durante questo incontro ho sentito il "fuoco dentro" e tale percezione l'ho avuta altre sole due volte nella mia vita, quando incontrai Giovanni Paolo II e Vincenzo Muccioli, altri due "giganti": oggi il terzo. Grazie.
(leggi anche)

giovedì 21 novembre 2019

Il gioco del silenzio

Amici del quartiere che mi incrociate mentre accompagno a scuola Paolo. Vi chiedo scusa se vi salutiamo solo con la mano e non a voce, non è per maleducazione ma è perché stiamo facendo il gioco del silenzio.... :-)

martedì 19 novembre 2019

Una bella storiella per spiegare che cosa è l'essenza della docenza

Un giovane incontrò un anziano e gli chiese:
- Si ricorda di me? E il vecchio gli rispose di no.
Allora il giovane gli disse che lui era stato il suo studente. E il professore gli chiese:
- Ah sì? E che lavoro fai adesso?
Il giovane rispose:
- Beh, faccio l’insegnante!
- Oh, che bello! Come me? gli rispose il vecchio.
- Beh, sì! In realtà, sono diventato un insegnante perché lei mi ha ispirato, volevo essere proprio come lei!
L'anziano, curioso, chiese al giovane di raccontargli come mai. E il giovane gli raccontò questa storia:
- Un giorno, un mio amico, anch'egli studente, è arrivato a scuola con un bellissimo orologio, nuovo e io l’ho rubato. Poco dopo, il mio amico ha notato il furto e subito si è lamentato con il nostro insegnante, che era lei. Allora, lei ha detto alla classe:
- L'orologio del vostro compagno è stato rubato durante la lezione di oggi. Chi l'ha rubato, per favore, lo restituisca.
- Ma io non l'ho restituito perché non volevo farlo.
Poi lei hai chiuso la porta e ci ha detto a tutti di alzarci in piedi perché avrebbe controllato le nostre tasche una per una. Ma prima, ci ha detto di chiudere gli occhi.
Così abbiamo fatto e lei ha cercato tasca per tasca e, quando è arrivato a me, ha trovato l'orologio e l'ha preso.
Ha continuato a cercare nelle tasche di tutti e, quando ha finito, ha detto:
-Aprite gli occhi. Ho trovato l'orologio!Non mi ha mai detto niente e non ha mai menzionato l'episodio.
Non ha mai fatto il nome di chi era stato quello che aveva rubato.
Quel giorno, lei, ha salvato la mia dignità per sempre.
È stato il giorno più vergognoso della mia vita.
Non mi hai mai detto nulla e, anche se non mi ha mai sgridato né mi ha mai chiamato per darmi una lezione morale, ho ricevuto il messaggio chiaramente. E grazie a lei ho capito che questo è quello che deve fare un vero educatore. Si ricorda di questo episodio, professore?
E il professore rispose:
-Io ricordo la situazione, l'orologio rubato, di aver cercato nelle tasche di tutti ma non ti ricordavo... perché anche io ho chiuso gli occhi mentre cercavo!
Questa è l'essenza della docenza.
Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sei un vero educatore.

martedì 15 ottobre 2019

In ricordo dell'amico Roberto Bennati

Quando mi è arrivata la telefonata, Roberto, eravamo appena ripartiti da Nomadelfia di Roma. La voce amica mi ha comunicato della tua morte e ho dovuto fermare la macchina. Ho guardato nello specchietto retrovisore i miei figli e mi è venuto in mente subito di quando proprio qui, a Nomadelfia, in uno dei nostri numerosi convegni hai tenuto in braccio il piccolo Mauro e poi di quando eri presente al battesimo di Massimo con tua figlia Francesca, la sua madrina. Ho guardato Matteo e Paolo e come eri contento di conoscerli, anni dopo, e mi hai regalato un'altra volta ancora quel tuo splendido e unico sorriso compiaciuto per la nostra scelta di affido famigliare.
Mi è venuto in mente di quando proprio qui, Roberto, a Nomadelfia, si è consumato il momento più buio della nostra storia di amicizia ma ho la consapevolezza, la certezza, che anche in quegli anni mi hai amato come si ama un figlio ribelle e un amico quando si è travolti tutti da qualcosa di più grande.
Mi hai sempre stimato e amato e io tutto questo l'ho sentito nel silenzio di quegli anni. Grazie.
Poi siamo ripartiti con le lacrime agli occhi mentre i miei figli chiedevano di te e abbiamo cominciato a pregare assieme per aiutarti a varcare la soglia del Paradiso.
Non ho avuto la forza di raccontare loro i tantissimi anni passati assieme a collaborare con la stessa passione per la vita
Tutte le pazzie, tutte le novità che ho introdotto nel gruppo Giovani del Movimento per la vita italiano, come responsabile nazionale giovanile, sono state rese possibile da una Giunta folle come me ma supportato, e sopportate, soprattutto da te che non hai mai smesso di sostenere le mie idee, dai concerti in Piazza, al camper la vita, ai megafoni per fare le passeggiate pro life per le strade, ai presepi viventi, agli incontri coi giovani, alle magliette personalizzate e via dicendo.
Hai sempre sostenuto tutto forte del tuo ruolo e del tuo carisma conquistato sul campo in decenni di attività pro life e quante mamme e quanti loro figli devono a te e a Maria la loro vita, oggi.
Anche alcuni dei nostri perché per te l'insegnamento dei metodi naturali è sempre stato un punto di riferimento e se guardo qualcuno dei miei figli... beh, forse qualcosa l'ho imparato anche io!
Grazie Roberto, per tutto il tempo che mi hai dedicato nella nostra amicizia dalla prima "chiacchierata" sotto i portici della tua casa in campagna fino al giorno del nostro matrimonio e all'ultima volta che ci siamo visti, ormai nonno, con quell'amato sigaro in bocca e ancora più "sordo" a urlarmi "parla più forte che so' sordo!". Quanto ti voglio bene.
Grazie Roberto per le tante parole, i tanti suggerimenti, le decine di confronti, i silenzi e quel sorriso armonioso di labbra e sguardo che ancora continua a parlarci e che spero e prego che ci accompagni per tutto il resto della nostra vita.




domenica 13 ottobre 2019

Dieci anni sono tanti o sono pochi? In ricordo di Babbo Enzo

Dieci anni sono tanti o sono pochi?
Ce lo domandiamo anche oggi nel giorno della memoria della tua morte, Babbo ma ce lo siamo chiesti nel vedere i nostri figli e nipoti superare quella soglia, prendere il largo, volare via.
Poi sono arrivati altri figli che di te hanno solo i nostri ricordi ma non possono sentire la tua voce, spersa nel tempo come mai avremmo pensato e quel dolore che si affievolisce soltanto, inutile negarlo.
Quest'anno Babbo siamo saliti al Gran Sasso, partendo da Prati Di Tivo (tuo figlio Niko dice di specificarlo sempre questo, e tu sai perché).
Sì, sono salito anche io come l'anno scorso al Vettore, so che hai visto tutto, da lassù, ci hai scorso tra le nuvole, ci hai guidato il passo e sei rimasto compiaciuto di tutti, anche di me.
Mi sono domandato spesso "Perchè l'ho fatto io" che non avevo mai fatto una camminata con te e che prima di ogni escursione non dormo per tre notti.
Un po' di auto sfida per superarsi sempre ma anche per provare a sentire quello che provavi tu su quei monti, quello che prova ogni montanaro, ogni uomo che contempla e che per preghiera ha "il passo dopo passo".
Certo, gli ultimi metri quasi mi ritiravo ma poi ho alzato lo sguardo e ho ritrovato in tuo figlio, che era già salito e disceso, quell'ultima spinta al mio arrancare e ti ho rivisto nel suo accompagnarmi per gli ultimi passi.
In ogni momento di questi dieci anni io e Sara, e sono sicuro tutti gli altri, avremmo voluto averti qui: dalla nascita di Matteo, all'arrivo di Paolo, e poi Mattia e poi Vittoria e Winnie...e poi e poi tutti i cambiamenti dei tuoi figli Manuela, Ugo e Lucia e le loro vite che sono in continuo movimento.
Sarebbe un elenco troppo lungo perché davvero dieci anni sono tanti perché racchiudono migliaia di giorni e sono pochi perché siamo sempre a quel giorno lì nel quale hai guardato oltre quella finestra e sei andato avanti come mi raccontano che facevi quando guidavi il gruppo ma questa volta sei andato molto avanti, più veloce del tempo ma solo per un attimo mi piacerebbe rivederti scendere a darmi una spinta, a tirare il gruppo famiglia.


venerdì 4 ottobre 2019

Quanto ti amo - Renato Zero- Zero il Folle (una poesia d'amore, una canzone bellissima)

QUANTO TI AMO - Renato Zero

Il destino è strano
forse perchè
è parte di ognuno
ma in fondo nessuno sa bene cos'è
che fa camminare strade
senza senso
ci fa amare
due occhi scuri
in tutto l'universo
Il destino è amaro
cambia ogni istante
quando pensi di averlo afferrato
in un attimo
torna distante
e sa calcolare i piani
al giusto tempo
come quando ti ho incontrata
poi da quel momento

mercoledì 2 ottobre 2019

47esimo compleanno

Foto e video dallo splendido mio 47esimo compleanno. Grazie a mia moglie Sara e ai miei figli per averlo arricchito con la loro presenza, simpatia, originalità e gioia!
Grazie ai tanti amici che mi hanno festeggiato o mandato anche solo un augurio.
Grazie

domenica 29 settembre 2019

Giulia e Matteo e l'amore semplice

GIULIA E MATTEO E L'AMORE SEMPLICE

Pensavo salendo
a quanto poco
vi conosco
penserò scendendo
a quanto tanto
invece
ci conosciamo

Giulia
grazie a te
siamo sempre andati
oltre
un passo avanti
prima di colpo "zii"
e oggi
ancora più in là

Matteo
grazie alla tua squadra del cuore
che non posso nominare
ti ho visto spesso a Roma
per le vostre finali
e così
ci siamo conosciuti
di più

così
semplicemente

Giulia
Matteo
sinonimi di semplicità
come l'amore
perchè in fondo
amarsi è tutto
amarsi è normale
amarsi è semplice

difficile
quotidiano
come una preghiera
da recitare assieme
ogni giorno

Guardate ai vostri genitori
ai vostri nonni
un piccolo sguardo
anche a noi
e buona vita assieme

Giulia
Matteo
buon cammino semplice

Giorjolly


mercoledì 25 settembre 2019

I Lupi - Essere un leader

I primi 3 sono vecchi e malati, camminano davanti per impostare il ritmo dell'intero pacchetto. I successivi 5 sono i più forti e migliori, hanno il compito di proteggere il lato anteriore se c'è un attacco. Al centro ci sono gli altri membri del branco, sempre protetti da qualsiasi attacco. Poi i 5, anche loro tra i più forti, stanno seguendo, proteggendo il lato posteriore. L'ultimo è solo, l'alfa. I leader. Egli controlla tutto dalla parte posteriore, assicura che nessuno sia lasciato indietro. Egli è sempre pronto a correre in qualsiasi direzione per proteggere, e serve come 'guardia del corpo' per l'intero gruppo. Nel caso in cui qualcuno volesse sapere cosa significa veramente essere un leader. Non si tratta di stare davanti. Significa prendersi cura della squadra.