lunedì 11 giugno 2018

Al concerto di Vasco Rossi coi figli? Sì, si può

Mi ritrovo ancora qui a parlare di Vasco Rossi o meglio di quello come ho scritto nel mio libro su Modena Park),
che ruota attorno a questo cantante (
L'anno scorso non vi portai i miei figli (viaggio troppo impegnativo) ma promisi a loro, soprattutto a Massimo (11) e Matteo (7), che in caso Vasco fosse tornato a Roma li avrei accompagnati per passare loro il testimone.
Io mi sarei fermato pure a Modena Park (l'apoteosi!) però Vasco ha messo due date, quest'anno, a Roma, e ho mantenuto ben volentieri la promessa fatta a Massimo e Matteo così questa sera, assieme ad altri amici, siamo stati all'Olimpico a vedere il concerto Vasco No Stop 2018 (volete vedervi un po' di bei video andate sul mio canale youtube)
La mente è volata al mio primo concerto: anno 1997, Guccini al Palalottomatica, accompagnato da mia sorella Chiara e suo marito Fabio (grazie!).
Per Massimo era il secondo concerto, per Matteo il primo.
E' stato molto bello vivere assieme questa esperienza, cantare alcune canzoni di Vasco che ci uniscono (loro non le conoscono tutte, soprattutto quelle vecchie), saltare e ballare assieme, allungare le braccia, sudare, abbracciarci urlando "Vita spericolata".
Matteo, piccoletto dadino mio, era trattato da tutti come una star; Massimo si è comportato da vero rocker cantando e ballando continuamente.
Spero che per sempre, ai miei figli, rimanga il ricordo di questa serata con il loro "babbo", un po' così folle ma soprattutto follemente innamorato di loro, della nostra famiglia (grazie mamma Sara!) e della vita.



mercoledì 6 giugno 2018

La prima scultura di Mauro

Dopo mesi di lavoro, ecco la prima scultura di Mauro, un Gatto in polvere di ceramica. Calco di un oggetto modellato con la plastilina.
Complimenti a Mauro e alla sua maestra Federica Perrelli

martedì 5 giugno 2018

Fogna a cielo aperto in mezzo alle nostre case a Roma

Il mio "buongiorgio" oggi è poco "buongiorno".
Sotto casa via, all'angolo tra via Benedetto XVI e via Del Forte Braschi, da settembre 2017 vi è una voragine che ora è diventata una vera e propria fogna a cielo aperto, in mezzo ai palazzi, in mezzo alle nostre famiglie, ai nostri bambini.
Ogni mattina ci troviamo davanti alle scene descritte in queste foto e in questo video.
Puzza e schifezze maleodoranti che partono da via Benedetto XV all'altezza del numero 1 e poi scendono lungo tutto il lato destro di via del Forte Braschi.
Aiutateci a denunciare sui social questo "schifo" visto che, forse, è l'unico modo rimasto per farci sentire.








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lunedì 4 giugno 2018

Finalmente tutti e 4 i fratelli assieme

Vederli tutti e quattro assieme, "finalmente". Finalmente? Posso usare, con riguardo e delicatezza della situazione, questo avverbio?
Anche Alessandro, il fratellino più piccolo, c'è sembrato più sereno, più allegro, e i suoi occhi cominciano a essere come gli occhioni dei fratelli.
Loro quattro, fantastici quattro. Assieme, colorati, festosi, sotto l'albero a farsi le foto ma soprattutto sotto lo sguardo "innamorato" di altre quattro famiglie che si prendono cura, miracoli dell'Affido, di ognuno di loro avendo a cuore che non perdano mai questo legame di sangue.
Questa immagine riassume più di tutto quello che stiamo facendo come coppia affidataria ma soprattutto la loro gioia, nello stare assieme, ci ripaga di ogni quotidiano sforzo per questi "nostri" figli che, a vederli così, sono insieme più "nostri" e meno "nostri".


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domenica 3 giugno 2018

Imparando qualcosa della vita a un torneo di Calcio dei figli: una rimonta che vale il primo posto

Finale dei Pulcini al torneo Futsal di Tortoreto. Primo tempo perdiamo 4 a 0.
Massimo, il mio campione, sente troppo la partita e non riesce a giocare come al solito trascinando la squadra. Massimo in panchina piange, ha il vomito. Il Mister, Marcello Pozzi, gli si avvicina, trova le parole giuste: "Massimo, è una partita come le altre. Gioca come sai fare".
Inizia il secondo tempo. Massimo si procura il fallo del tre a 1 realizzato da Roger poi è lui a fare tre goals in un crescendo di grinta mista a tecnica e finalizzazione. Massimo trascina la squadra e noi genitori tifosi (in totale sofferenza sugli spalti!) ai calci di rigore. I nostri sono perfetti. Segnano Gabriele, Roger, Massimo poi uno di loro sbaglia e Lorenzo segna regalandoci la prima vittoria.
Esplode la gioia assieme al pianto di emozione mentre cantiamo in mezzo al campo abbracciandoci coi figli. Matteo non mi si stacca dal collo, Massimo è per terra questa volta immerso in un pianto di gioia.
Grazie Massimo che ci hai insegnato alla "rimonta" possibile, nel calcio come nella vita. Ricordatelo anche tu.
Grazie Matteo (Pappi, da un mister chiamato Gnappo e dall'altro Gnappa) che ci hai insegnato a stare in silenzio in panchina, grande nel tuo essere piccolo, disponibile se c'è bisogno, e sempre sorridente alla canzone "e bomber Pappi, tirali matti...oohoohoohhhh).
Grazie Mister Marcello perchè, educando i nostri figli, educhi anche noi genitori a bordo campo...della loro vita!

sabato 2 giugno 2018

Matteo si "auto annulla" un goal

Oggi al torneo hanno assegnato 
un goal a Matteo 
per sua presunta deviazione di tacco 
su tiro da fallo laterale 
ma lui è andato subito dall'arbitro 
a dire che non aveva toccato la palla 
e il goal è stato annullato: 
che soddisfazione!

02 giugno 2018 - Tortoreto

mercoledì 30 maggio 2018

Saggio di Fine anno flauto - Massimo

Massimo, assieme al suo amico Filippo, hanno suonato, per il saggio di fine anno, Vivement

martedì 29 maggio 2018

Scrivere col rumore del mare

Sono qui a scrivere col rumore del mare.
Non lo vedo
lo sento soltanto
eppure è qui sotto
appena oltre la finestra
della stanza 110
basterebbe distogliere lo sguardo
da questo foglio

Il suo sussurro
ha trovato 
finestre spalancate
e mi ha accompagnato
tutta la notte
con il continuo ripetersi
delle sue onde
quasi fosse un rosario laico

domenica 27 maggio 2018

Massimo legge il racconto di Nonna Alba durante "N'artro mondo a Pineta Sacchetti"


Buongiorno mi chiamo Alba Gandesi ho 91 anni quasi 92 se Dio vuole, e oggi vi racconterò la mia infanzia.
Ero una bambina orfana perché mia mamma mi aveva abbandonato. A 10 anni mi prese in affido una signora senza marito, la quale tutti i giorni mi mandava a lavorare, perché a quei tempi a 10 anni già non si giocava più, si aveva l’età per andare sulle colline a prendere la legna per il fuoco e l’erba per la pecora - di cui adesso non ricordo il nome – per andare già al fiume a lavare i vestiti o a prendere l’acqua.
Ogni tanto però, finito di lavorare, giocavamo anche un po' a corda, campana e saltino. Io giocavo solo con le femmine con i maschi giocare era una cosa molto strana.
All’epoca io non avevo sogni, come vi ho detto, pensavo solo a lavorare. A natale non si riceveva niente, ma poi quando arrivava la befana mandarini per tutti.
Una volta cresciuta mi innamorai di un ragazzo. Purtroppo non ci potemmo sposare, a quei tempi non si decideva nulla, nemmeno il marito. Fu così che fui costretta a sposarmi a 17 anni con Ugo. Il mio fidanzato partì per la guerra disperato e lì morì.
MASSIMO GIBERTINI

sabato 26 maggio 2018

Divertitevi e fateci divertire

"Gibertini passa a Gibertini che tira e...goallll"
Quando Matteo (7 anni) gioca nei pulcini con Massimo (11 anni), il grande se lo carica sulle spalle e fa di tutto per farlo divertire e farlo segnare.
Io impazzisco di gioia nel vederli giocare così assieme nella speranza che rimangano "compagni di squadra" per sempre e stretti in questo abbraccio (come nella foto).
Che cosa dico ai miei figli ogni volta prima che entrino in campo?
"Divertitevi, e fateci divertire".
Io vengo a vedervi per divertirmi, fatemi anche qualche numero!
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