giovedì 28 novembre 2019

L'incontro con un altro Gigante: padre Maurizio Patriciello

Caro Diario, voglio raccontarti subito che oggi è stata una delle giornate più belle della mia vita. Ho avuto la Grazia di incontrare, abbracciare Padre Maurizio Patriciello e pregare con lui e farmi confessare. Padre Maurizio (Caivano - Napoli - Terra dei Fuochi - massimo centro Europeo di smistamento della droga) è un combattente, un testimone vivente, un servo di Dio, un Padre... . Mi ha accolto dicendo: Oggi avevo chiesto al Signore di mandarmi un Angelo e sei arrivato tu". E io in modo scherzoso: "Sapessi cosa avevo chiesto io" e ci siamo abbracciati. Dopo la preghiera e la chiacchierata mi ha concesso una foto e mi ha segnato sulla fronte come si fa con un figlio... ho ancora i brividi dentro.
Durante questo incontro ho sentito il "fuoco dentro" e tale percezione l'ho avuta altre sole due volte nella mia vita, quando incontrai Giovanni Paolo II e Vincenzo Muccioli, altri due "giganti": oggi il terzo. Grazie.
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giovedì 21 novembre 2019

Il gioco del silenzio

Amici del quartiere che mi incrociate mentre accompagno a scuola Paolo. Vi chiedo scusa se vi salutiamo solo con la mano e non a voce, non è per maleducazione ma è perché stiamo facendo il gioco del silenzio.... :-)

martedì 19 novembre 2019

Una bella storiella per spiegare che cosa è l'essenza della docenza

Un giovane incontrò un anziano e gli chiese:
- Si ricorda di me? E il vecchio gli rispose di no.
Allora il giovane gli disse che lui era stato il suo studente. E il professore gli chiese:
- Ah sì? E che lavoro fai adesso?
Il giovane rispose:
- Beh, faccio l’insegnante!
- Oh, che bello! Come me? gli rispose il vecchio.
- Beh, sì! In realtà, sono diventato un insegnante perché lei mi ha ispirato, volevo essere proprio come lei!
L'anziano, curioso, chiese al giovane di raccontargli come mai. E il giovane gli raccontò questa storia:
- Un giorno, un mio amico, anch'egli studente, è arrivato a scuola con un bellissimo orologio, nuovo e io l’ho rubato. Poco dopo, il mio amico ha notato il furto e subito si è lamentato con il nostro insegnante, che era lei. Allora, lei ha detto alla classe:
- L'orologio del vostro compagno è stato rubato durante la lezione di oggi. Chi l'ha rubato, per favore, lo restituisca.
- Ma io non l'ho restituito perché non volevo farlo.
Poi lei hai chiuso la porta e ci ha detto a tutti di alzarci in piedi perché avrebbe controllato le nostre tasche una per una. Ma prima, ci ha detto di chiudere gli occhi.
Così abbiamo fatto e lei ha cercato tasca per tasca e, quando è arrivato a me, ha trovato l'orologio e l'ha preso.
Ha continuato a cercare nelle tasche di tutti e, quando ha finito, ha detto:
-Aprite gli occhi. Ho trovato l'orologio!Non mi ha mai detto niente e non ha mai menzionato l'episodio.
Non ha mai fatto il nome di chi era stato quello che aveva rubato.
Quel giorno, lei, ha salvato la mia dignità per sempre.
È stato il giorno più vergognoso della mia vita.
Non mi hai mai detto nulla e, anche se non mi ha mai sgridato né mi ha mai chiamato per darmi una lezione morale, ho ricevuto il messaggio chiaramente. E grazie a lei ho capito che questo è quello che deve fare un vero educatore. Si ricorda di questo episodio, professore?
E il professore rispose:
-Io ricordo la situazione, l'orologio rubato, di aver cercato nelle tasche di tutti ma non ti ricordavo... perché anche io ho chiuso gli occhi mentre cercavo!
Questa è l'essenza della docenza.
Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sei un vero educatore.