A due mesi dalle elezioni ancora nulla però lo stipendio, a quei mille, è già arrivato. Allora Mattarella mo ti faccio le mie tre proposte:
1) chiudili in conclave in qualche stanza a pane e acqua finchè non trovano un accordo
2) blocca gli stipendi visto che non stanno facendo alcunchè
3) infine, se non trovano accordo entro poco, rimandaci a elezioni ma tutti questi mille dichiarali non candidabili per incapacità.
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venerdì 4 maggio 2018
domenica 13 novembre 2016
Cari giornalisti italiani, per capire Trump bisogna almeno imparare l’inglese
Non dico tanto, amici colleghi direttori e giornalisti degli inutili media italiani, ma almeno mettetevi a ripassare l’inglese o, alla peggio, imparate a fare buon uso di Google Translate. Tutti i grandi quotidiani nazionali hanno titolato: “Trump caccerà 3 milioni di immigrati” sbizzarrendosi solo sul cambiare il termine “caccerà” con altri sinonimi.
Peccato che leggendo l’originale intervista della CBS a Trump il presidente eletto, a domanda precisa, risponde:
Lesley Stahl: What about the pledge to deport millions and millions of undocumented immigrants?
Donald Trump: What we are going to do is get the people that are criminal and have criminal records, gang members, drug dealers, we have a lot of these people, probably two million, it could be even three million, we are getting them out of our country or we are going to incarcerate. But we’re getting them out of our country, they’re here illegally. After the border is secured and after everything gets normalized, we’re going to make a determination on the people that you’re talking about who are terrific people, they’re terrific people but we are gonna make a determination at that– But before we make that determination– Lesley, it’s very important, we want to secure our border.
domenica 6 novembre 2016
Cara Boldrini altro che quote rosa, ci vorrebbero le quote “materia grigia”
La Presidente della Camera Laura Boldrini sta riuscendo nel difficile intento di passare come la peggior rappresentante delle Istituzioni di tutta la Storia Politica Italiana (superando di gran lunga anche Gianfranco Fini) impoverendo il suo incarico di interventi inutili come la femminilizzazione forzata di tutti i nomi degli incarichi pubblici, manco fossimo a Casablanca.
Assessora, Sindaca, Presidentessa e via farneticando, come se fossero questi i problemi delle donne oggi, come se fosse così che si conclude il percorso di parità dei sessi.
La presidente Boldrini ha dato il peggio di sè, riuscendo ancora a meravigliarci per la infinita quanto pericolosa dabbenaggine, incontrando, lo scorso 4 novembre, i bambini terremotati di Norcia, sotto una tenda-scuola e riuscendo a dire loro, mentre le porgevano disegni di benvenuta: “Adesso è come se siete in vacanza“.
giovedì 17 marzo 2016
Roma è già governata dalle sue mamme - Illiberale
Credo che Roma sia già governata dalle mamme. Quante saranno: un milione circa? Quelle mamme che incontri al mattino in autobus dopo che si sono svegliate, hanno preparato la colazione ai figli, i vestiti al marito, sono andate di corsa in bagno e sono uscite di corsa per immergersi nel caos di Roma prima di arrivare al lavoro. Quelle mamme che raggiungono gli ospedali col pancione dopo aver parcheggiato l’auto almeno un chilometro lontano perché in questa città non c’è parcheggio.
Quelle mamme che inseguono i figli adolescenti fuori dalle discoteche del pomeriggio e li riempiono di ceffoni perchè hanno ceduto ai primi eccessi dell’alcool e delle droghe. E via dicendo un esempio per ogni singola mamma che conosciamo, che conoscete, e che vive e governa, a suo modo, la nostra città.
Roma è già silentemente governata dalle mamme. Quindi forza mamma Giorgia, io voto Mamma Meloni per governare la nostra Capitale perché una mamma, a maggior ragione quando sta vivendo lo stato di Grazia della Gravidanza, tira fuori energie che noi uomini neanche ci immaginiamo e ormai neppure ammiriamo.
lunedì 14 marzo 2016
Date a Cesare quel che di Cesare: il programma politico di Gesù
Date a Cesare quel che di Cesare (da Per una Nuova Generazione di Politici Cattolici)
L’argomento che trattiamo in questo capitoletto a molti studiosi è parso essere il programma politico di Gesù Cristo nel suo passaggio terreno, come anche abbiamo appena visto.
Sicuramente la domanda, ma soprattutto la risposta di Gesù, sono fulminanti e chiari e ben esemplificano il rapporto che deve esserci tra Stato e Chiesa, tra cristiani e politica.
Certo, quella di Gesù è un programma politico chiaro, cosa difficile da trovare oggi, e che ovviamente va declinato nei vari ambiti, ma questo aspetto lo affronteremo più avanti ma è anche una risposta politica saggia dalla quale cominciare a prendere lezione per non farsi trovare, da cattolici impegnati in politica, impreparati e vulnerabili.
Certamente l'intreccio di religione e politica è questione delicata: basta pensare ai problemi che sono sorti lungo i secoli quando l'integralismo religioso ha condizionato la vita politica. Ancora oggi inquietano e preoccupano certe azioni di violenza che vengono compiute "in nome di Dio". E tuttavia la questione non si risolve contrapponendo i due termini - religione e politica - oppure facendo finta che uno dei due termini non esista.
domenica 6 marzo 2016
Politica come testimonianza: Cristo Re
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
sabato 5 marzo 2016
Politicamente si pesa di più a capo di un milione di persone o quando si è uno su mille?
Tanti anni fa intervistai, durante un convegno a Nomadelfia, l'amica Luisa Santolini che per tanti anni fu Presidente del Forum Nazionale delle Famiglie, portandolo al massimo sviluppo, e poi per una legislatura fu Deputata.
Confidò in assemblea di essere delusa dall'esperienza di Parlamentare dicendo circa così: "Qui sono una su mille e conto come una su mille. Quando ero Presidente del Forum rappresentavo decine di associazioni e centinaia di migliaia di persone: avevo molto più peso politico".
Amici che avete organizzato il Family Day, vi lascio affettuosamente questa "risposta" per la vostra meditazione odierna, sia per imparare dal passato sia per migliorarlo.
Prego per voi.
Gesù Politico (dal mio libro Per una Nuova Generazione di Politici Cattolici)
L’impegno politico di Gesù non segue sicuramente le coordinate del tempo. A lui non interessano le cose che tutti gli altri cercano: potere, popolarità, controllo, ricchezza, conquiste militari ….Anzi spesso mostra la pericolosità ultima di questo tipo di ambizioni. La via di Dio non coincide con gli interessi nazionali, con le piccole passioni politiche. La politica di Gesù è diversa, nuova, completa, radicale, multidimensionale.
Gesù però reclama ogni autorità, ogni potere. Il suo messaggio è politico, il suo regno ha una straordinaria valenza sociale, oltre che spirituale e personale.
Da Betlemme alla croce, è il re dei Giudei, che non è tanto un innocuo titolo onorifico o cerimoniale. È il figlio di Davide, e dappertutto si sottolinea la sua discendenza regale. E’ il Messia, colui che sosterrà le nazioni (secondo le profezie di Isaia). Davanti a Pilato, Gesù sa che una sua risposta minimamente affermativa alla domanda se egli sia veramente il Re dei Giudei farebbe seguire una immediata condanna. Eppure risponde semplicemente: “tu lo dici”.
Il suo messaggio, il regno di Dio, ha una dimensione anche politica ed è questo che suscita la reazione di tutti i gruppi del tempo: erodiani, farisei, zeloti, romani, sadducei …Gesù è percepito come minaccia pubblica, e per questo è da eliminare. Egli reclama molta più autorità di quanto gli altri reclamino per loro stessi. E questa autorità supera l’autorità politica, ma non la rinnega. Per non parlare, poi, delle sue interazioni con il Sinedrio.
Con Gesù il Regno di Dio irrompe nella storia umana. Gesù inaugura la sua attività pubblica con l’annuncio programmatico del Regno di Dio che ora irrompe nella storia umana.[1]
Egli vive e muore al cospetto della città: “la croce è un evento pubblico che si è svolto davanti a tutti”.[2]
venerdì 4 marzo 2016
Il silenzio politico dei cattolici è tradire il Vangelo
Chiedere il silenzio dei cattolici in politica significherebbe "tradire il Vangelo e quindi Dio e l'uomo". Lo ha affermato il presidente della Conferenza episcopale, cardinale Angelo Bagnasco, aprendo la 46esima Settimana sociale dei cattolici italiani a Reggio Calabria svoltasi nell’Ottobre del 2010.
"Aspettarsi che i cattolici si limitino al servizio della carità perché questa è un fronte che raccoglie consensi e facili intese, chiedendo invece l'afasia convinta o tattica su altri versanti ritenuti divisivi e quindi inopportuni - ha affermato Bagnasco - significherebbe tradire il Vangelo e quindi Dio e l'uomo". Le accuse di confessionalismo "Dispiace constatare che qualunque dichiarazione la Chiesa faccia a riguardo dei valori morali - ha affermato Bagnasco - sia bollata da qualcuno di confessionalismo, come se si volesse imporre alla società pluralista una morale cattolica". La questione è un’altra, ha aggiunto il presidente della Cei citando Benedetto XVI, e nasce dall’esigenza di trovare "il fondamento etico per le scelte politiche". I cattolici e la politica "La tradizione cattolica sostiene che le norme obiettive che governano il retto agire sono accessibili alla ragione e quindi "il ruolo della religione nel dibattito politico non è tanto quello di fornire tali norme, come se esse non potessero essere conosciute dai non credenti, e ancora meno è quello riproporre soluzioni politiche concrete, cosa che è del tutto al di fuori della competenza della religione".Ad essa spetta invece "aiutare nel purificare e gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi, un ruolo correttivo che tuttavia - ha osservato il porporato - non è sempre bene accolto". "La Chiesa - ha concluso Bagnasco - non cerca l’interesse di una parte della società, quella cattolica o che in essa comunque si riconosce, ma è attenta all’interesse generale".
mercoledì 28 ottobre 2015
E se Marino ammettesse che: “Anche la firma delle dimissioni non è mia” - Qelsi
Mi sono svegliato di buon mattino e ho trovato, in rete (ah la Rete, sempre feconda di spunti, suggerimenti, belle idee! Evviva! Lunga vita alla Rete) questa bella immagine che mi ha rallegrato l’inizio giornata e spero abbia lo stesso effetto su di voi.
Nella tragicommedia che stiamo vivendo nella Capitale, con il Sindaco dimissionario ma non troppo, con il Sindaco cheguevarista ma solo per quello che fa comodo a lui, con il Sindaco che va a pranzo e cena solo con famiglia ma con soldi nostri, con il Sindaco che firma ma c’è anche qualcuno che firma al posto suo, state a vedere che il prossimo 2 novembre, commemorazione dei Defunti, il Sindaco dimissionante Marino ci dirà che la firma delle dimissioni non è la sua…. e sarà veramente un altro giorno di morte per noi e per tutta Roma?
Manca poco alla verità. Se potete, fate come me, un piccolo sorriso e….buongiorgio!
giovedì 8 ottobre 2015
Il dopo Marino, il siamo tutti candidati, i poteri forti
Treni in orario? No, addirittura in anticipo. C'è chi giura di non aver incontrato traffico e chi ha percorso chilometri senza incontrare buche sulla strada per poi trovare subito parcheggio regolare, a pagamento, ma senza i parcheggiatori abusivi. Un mio amico mi ha detto di aver trovato il giornale, senza averlo richiesto, sullo zerbino di casa e un'amica si è trovata la colazione pagata al bar. E' venerdì e non c'è sciopero e, anche dovesse piovere, non ci saranno allagamenti . Tutto questo a sole poche ore dalle dimissioni di Marino.
venerdì 19 settembre 2014
Cari politici, se avete fatto arrabbiare anche mio Padre vuol dire che siete oltre il limite. Ultimo avviso.
Caro direttore,
i nostri parlamentari sono semplicemente scandalosi. Propongo una “cura” della paralisi a cui assistiamo che sicuramente avrà successo: ridurre, anzi azzerare lo stipendio a tutti, fino a quando non avranno “sfornato” tutti i nomi della Consulta e del Csm. Troppo comodo discutere vanamente, immersi nei privilegi, in nome – mi costa dirlo – di una non meglio specificata democrazia... Noi cittadini che soffriamo per la sempre più grave crisi economica, che fatichiamo a portare a casa lo stipendio, quando c’è, siamo arcistufi di queste commedie che vediamo in tv e che ci mostrano al mondo come un popolo di buffoni. In altre parole li paghiamo se producono, altrimenti a digiuno. Anzi, meglio: a casa.
Paolo Gibertini, Novate Milanese.
lunedì 28 aprile 2014
Resoconto della mia conferenza a Fano
Ricominciamo da noi: per il club Forza Silvio “La famiglia è tutto”. FANO – Ieri sera, nella sala conferenze dell’hotel Beaurivage di Fano, si è tenuto il primo degli eventi tematici organizzati dal club Forza Silvio Fano “Ricominciamo da noi”. Il titolo e tema della serata è stato “La Famiglia. La Vita.”, un incontro per parlare degli aspetti sociali e culturali legati all’importanza e al ruolo della famiglia e al rispetto della vita. Ospite d’eccezione Giorgio Gibertini: scrittore, giornalista, presidente del “Centro di aiuto alla vita (CAV)” di Roma, già responsabile nazionale giovani del “Movimento per la vita italiano”, esperto in bioetica, conduttore di Radio Mater, nonché sposo e padre di tre figli.
giovedì 19 settembre 2013
Per rifare il centro destra non bastano “volti”, servono voti
Si affannano a voler ricostruire il Centro Destra italiano dalle ceneri di An, dicono già del PDL, forse di Forza Italia 2 e di tante altre piccole compagini più o meno strutturate, più o molto meno organizzate. Si affannano e li ho visti in prima fila ad Atreju ma sono sempre i soliti “volti”, le stesse facce, quelli che, in un modo o in un altro, il centro destra italiano (ed il suo storico 37% di consensi) lo hanno scialacquato in questi anni, chi con più responsabilità e chi solo perchè colluso. Ma lo sanno questi che per ricostruire il Centro Destra italiano servono anche i voti? Le idee, certo, i programmi, sicuro, ma questi ci sono da tempo, sono nel nostro sangue. Ma i voti chi ce li porterà d’ora in poi? Voti e non volti. La differenza la fa, ancora una volta, una “l” ma non è un distinguo di poco conto. Anzi.
martedì 27 agosto 2013
Se piove si dice: Governo ladro. E se c'è nubifragio su Roma? Tutti ladri: governo e opposizione
Un diluvio universale si è scatenato oggi sulla Capitale bloccandoci per tutto il pomeriggio. Sono rimasto chiuso al bar ad attendere un mio amico (per il caffè) almeno 40 minuti senza riuscire a raggiungere... lo sportello dell'auto parcheggiata a tre metri
Con cinque bracciate avrei raggiunto facilmente il volante ma non avevo il costume...adatto: solo quello per lavorare.
Allora ci siam detti: molto ladro questo Governo, data la pioggia.
Ma la domanda troppo facile, e molto retorica, è: se diluvia, se c'è un nubifragio improvviso su Roma quanti sono i ladri? Governo e opposizione?
Sorriso amaro e scarpe inzuppate.
domenica 4 agosto 2013
De Gregori elogia Papa Ratzinger e Papa Francesco
De Gregori: non voto più. La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav. «Ringrazio Dio che il Pd non governi con Grillo» Forse potevamo farci meno domande su Noemi e più sull'Ilva
Francesco De Gregori, 62 anni, con l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, 61 anni, alla festa democratica di Pesaro il 27 agosto 2011 (Ansa)Francesco De Gregori, sono sei anni, da quando in un'intervista al «Corriere» lei demolì la figura allora emergente di Veltroni, che non parla di politica. Che cosa le succede?
«Succede che il mio interesse per la politica è molto scemato. Ha presente il principio fondativo delle rivoluzioni liberali, "no taxation without representation?". Ecco, lo rovescerei: pago le tasse, sono felice di farlo, partecipo al gioco. Però, per favore, tassatemi quanto volete, ma non pretendete di rappresentarmi».
Cos'ha votato alle ultime elezioni?
mercoledì 26 giugno 2013
Giovani, formazione, lavoro: quale futuro per le giovani generazioni
Alla Pontificia Università Lateranense in Roma si svolge, in questi due giorni, questo convegno con anche questo titolo, tra i vari che compongo l'intero programma delle Giornate Lateranensi "Verso Rio 2013: la sfida educativa per le Nuove Generazioni".
Il titolo non ha punti di domanda.
Mi è piaciuto per questo motivo.
I nostri giovani non hanno più bisogno di domande ma di punti esclamativi. I problemi li conosciamo ormai. Diamo loro le risposte.
sabato 8 giugno 2013
I cristiani e la politica secondo Papa Francesco
"Noi cristiani non possiamo giocare la parte di Pilato, lavarci le mani, non possiamo, dobbiamo immischiarci nella politica. La politica è una delle forme più alte di carità in quanto cerca il bene comune: i laici cristiani devono lavorare in politica" (Papa Francesco, Messa di stamattina a Santa Marta, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, 7 giugno).
sabato 20 aprile 2013
lunedì 1 aprile 2013
E se il presidente della Repubblica fosse Roberto Benigni?
Roberto Benigni presidente della Repubblica. Lo sento dire da Andrea poco dopo pranzo, non so se è una boutade od una battuta nata dai troppi zuccheri in flambè con aromi e piantina di pino mugo portati, per questa Pasqua, dallo Zio Nico direttamente da Ospedaletto (TN). Eppure penso: ha una sua logica. E poi ripenso: non sarebbe poi così male, soprattutto i discorsi di fine anno sarebbero meno noiosi e la Rai non dovrebbe più pagare per i suoi spettacoli. Mi dico: sarebbe questo un buongiorno o semplicemente un Pesce D’Aprile?
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