martedì 15 ottobre 2019

In ricordo dell'amico Roberto Bennati

Quando mi è arrivata la telefonata, Roberto, eravamo appena ripartiti da Nomadelfia di Roma. La voce amica mi ha comunicato della tua morte e ho dovuto fermare la macchina. Ho guardato nello specchietto retrovisore i miei figli e mi è venuto in mente subito di quando proprio qui, a Nomadelfia, in uno dei nostri numerosi convegni hai tenuto in braccio il piccolo Mauro e poi di quando eri presente al battesimo di Massimo con tua figlia Francesca, la sua madrina. Ho guardato Matteo e Paolo e come eri contento di conoscerli, anni dopo, e mi hai regalato un'altra volta ancora quel tuo splendido e unico sorriso compiaciuto per la nostra scelta di affido famigliare.
Mi è venuto in mente di quando proprio qui, Roberto, a Nomadelfia, si è consumato il momento più buio della nostra storia di amicizia ma ho la consapevolezza, la certezza, che anche in quegli anni mi hai amato come si ama un figlio ribelle e un amico quando si è travolti tutti da qualcosa di più grande.
Mi hai sempre stimato e amato e io tutto questo l'ho sentito nel silenzio di quegli anni. Grazie.
Poi siamo ripartiti con le lacrime agli occhi mentre i miei figli chiedevano di te e abbiamo cominciato a pregare assieme per aiutarti a varcare la soglia del Paradiso.
Non ho avuto la forza di raccontare loro i tantissimi anni passati assieme a collaborare con la stessa passione per la vita
Tutte le pazzie, tutte le novità che ho introdotto nel gruppo Giovani del Movimento per la vita italiano, come responsabile nazionale giovanile, sono state rese possibile da una Giunta folle come me ma supportato, e sopportate, soprattutto da te che non hai mai smesso di sostenere le mie idee, dai concerti in Piazza, al camper la vita, ai megafoni per fare le passeggiate pro life per le strade, ai presepi viventi, agli incontri coi giovani, alle magliette personalizzate e via dicendo.
Hai sempre sostenuto tutto forte del tuo ruolo e del tuo carisma conquistato sul campo in decenni di attività pro life e quante mamme e quanti loro figli devono a te e a Maria la loro vita, oggi.
Anche alcuni dei nostri perché per te l'insegnamento dei metodi naturali è sempre stato un punto di riferimento e se guardo qualcuno dei miei figli... beh, forse qualcosa l'ho imparato anche io!
Grazie Roberto, per tutto il tempo che mi hai dedicato nella nostra amicizia dalla prima "chiacchierata" sotto i portici della tua casa in campagna fino al giorno del nostro matrimonio e all'ultima volta che ci siamo visti, ormai nonno, con quell'amato sigaro in bocca e ancora più "sordo" a urlarmi "parla più forte che so' sordo!". Quanto ti voglio bene.
Grazie Roberto per le tante parole, i tanti suggerimenti, le decine di confronti, i silenzi e quel sorriso armonioso di labbra e sguardo che ancora continua a parlarci e che spero e prego che ci accompagni per tutto il resto della nostra vita.




domenica 13 ottobre 2019

Dieci anni sono tanti o sono pochi? In ricordo di Babbo Enzo

Dieci anni sono tanti o sono pochi?
Ce lo domandiamo anche oggi nel giorno della memoria della tua morte, Babbo ma ce lo siamo chiesti nel vedere i nostri figli e nipoti superare quella soglia, prendere il largo, volare via.
Poi sono arrivati altri figli che di te hanno solo i nostri ricordi ma non possono sentire la tua voce, spersa nel tempo come mai avremmo pensato e quel dolore che si affievolisce soltanto, inutile negarlo.
Quest'anno Babbo siamo saliti al Gran Sasso, partendo da Prati Di Tivo (tuo figlio Niko dice di specificarlo sempre questo, e tu sai perché).
Sì, sono salito anche io come l'anno scorso al Vettore, so che hai visto tutto, da lassù, ci hai scorso tra le nuvole, ci hai guidato il passo e sei rimasto compiaciuto di tutti, anche di me.
Mi sono domandato spesso "Perchè l'ho fatto io" che non avevo mai fatto una camminata con te e che prima di ogni escursione non dormo per tre notti.
Un po' di auto sfida per superarsi sempre ma anche per provare a sentire quello che provavi tu su quei monti, quello che prova ogni montanaro, ogni uomo che contempla e che per preghiera ha "il passo dopo passo".
Certo, gli ultimi metri quasi mi ritiravo ma poi ho alzato lo sguardo e ho ritrovato in tuo figlio, che era già salito e disceso, quell'ultima spinta al mio arrancare e ti ho rivisto nel suo accompagnarmi per gli ultimi passi.
In ogni momento di questi dieci anni io e Sara, e sono sicuro tutti gli altri, avremmo voluto averti qui: dalla nascita di Matteo, all'arrivo di Paolo, e poi Mattia e poi Vittoria e Winnie...e poi e poi tutti i cambiamenti dei tuoi figli Manuela, Ugo e Lucia e le loro vite che sono in continuo movimento.
Sarebbe un elenco troppo lungo perché davvero dieci anni sono tanti perché racchiudono migliaia di giorni e sono pochi perché siamo sempre a quel giorno lì nel quale hai guardato oltre quella finestra e sei andato avanti come mi raccontano che facevi quando guidavi il gruppo ma questa volta sei andato molto avanti, più veloce del tempo ma solo per un attimo mi piacerebbe rivederti scendere a darmi una spinta, a tirare il gruppo famiglia.


venerdì 4 ottobre 2019

Quanto ti amo - Renato Zero- Zero il Folle (una poesia d'amore, una canzone bellissima)

QUANTO TI AMO - Renato Zero

Il destino è strano
forse perchè
è parte di ognuno
ma in fondo nessuno sa bene cos'è
che fa camminare strade
senza senso
ci fa amare
due occhi scuri
in tutto l'universo
Il destino è amaro
cambia ogni istante
quando pensi di averlo afferrato
in un attimo
torna distante
e sa calcolare i piani
al giusto tempo
come quando ti ho incontrata
poi da quel momento

mercoledì 2 ottobre 2019

47esimo compleanno

Foto e video dallo splendido mio 47esimo compleanno. Grazie a mia moglie Sara e ai miei figli per averlo arricchito con la loro presenza, simpatia, originalità e gioia!
Grazie ai tanti amici che mi hanno festeggiato o mandato anche solo un augurio.
Grazie