Testimonianza di Enrica su San Bartolo Longo
Enrica:
Buonasera. Non sapevo se telefonare o meno, mi deve scusare ma sono molto emozionata.
Io seguo Radio Mater da tanto tempo: al mattino ascolto le preghiere e la Santa Messa. Molto spesso vi collegate con il Santuario della Madonna di Pompei per la celebrazione.
Tanto tempo fa, quando Bartolo Longo non era ancora santo ma solo beato, durante la Messa dicevano di pregare perché si ottenesse un miracolo per la sua canonizzazione.
Io ho un problema di salute piuttosto serio e dicevo sempre: “Bartolo Longo, io non posso chiederti un miracolo, perché ci sono persone che stanno molto peggio di me. Però, se vuoi, accetto un aiuto”. Glielo chiedevo quasi tutte le mattine.
Io uso un presidio medico ogni 48 ore e sono in attesa di un intervento abbastanza pesante, diciamo demolitivo. Non ho ricevuto il miracolo perché non l’ho chiesto, ma ho ricevuto un grande aiuto: avevo molta paura perché mi avvicinavo sempre di più a questo intervento. Invece ho avuto un grande sostegno e, per il momento, riesco a evitarlo.
Giorgio:
Quindi un conforto, un segno, è comunque arrivato, Enrica?
Enrica:
Sì, un segno bellissimo. Per me è già un miracolo anche questo.
Giorgio:
Per noi è una grande testimonianza e un onore che ci abbia telefonato per raccontarlo.
Attilio Pepe:
Questa testimonianza potrebbe essere inviata alla redazione del Santuario di Pompei e pubblicata sul mensile che il santuario stampa ogni mese, Il Rosario e la Nuova Pompei. Lì vengono raccolte e rese pubbliche le testimonianze e le grazie ricevute. La sua è davvero una bella testimonianza.
Enrica:
Io tengo un diario su come procede la situazione, quindi ho scritto tutto. C’è anche la data di quando ho cominciato ad avere paura, perché capivo che questo macchinario funzionava ma non mi dava i risultati che avrebbe dovuto. Ho segnato anche il peggioramento.
Poi, piano piano, la situazione è cambiata.
Quando hanno proclamato santo Bartolo Longo, sinceramente mi sono commossa.
Giorgio:
È una testimonianza veramente straordinaria.
Enrica:
Per me sì. È una cosa che non mi aspettavo. Avevo tanta paura, anche perché vivo sola e, se avessi dovuto fare quell’intervento, avrei avuto bisogno di qualcuno vicino.
Dicevo: “Signore, come farò?”. Tra l’altro adesso ho anche un grande problema alle mani, quindi usare un dispositivo e affrontare quell’intervento sarebbe stato ancora più difficile.
Lo specialista mi ha detto chiaramente che, quando questo macchinario non funzionerà più, resterà solo l’intervento. Però devo dire che non so davvero come ringraziarlo.
Io probabilmente non andrò mai a Pompei.
Attilio Pepe:
Guardi, la portiamo noi. Io abito lì e sicuramente, quando passerò davanti alla tomba di San Bartolo Longo e della Contessa Marianna, porterò la sua preghiera.
Giorgio:
È vero, Enrica. Ci pensiamo noi a portarla a Pompei.
Enrica:
Io lo ringrazio tutte le mattine e tutte le sere insieme ai miei santi protettori. Tra loro c’è anche Bartolo Longo.
Giorgio:
Non deve scusarsi di nulla. Anzi, ci fa vivere una testimonianza davvero straordinaria.
Attilio Pepe:
Le ripeto: possiamo inviare questa testimonianza al Santuario di Pompei, dove vengono pubblicate. Abbiamo anche la registrazione. Se lei ci autorizza, possiamo farlo.
Enrica:
Certamente.
Giorgio:
Grazie. Restiamo uniti nella preghiera.
Enrica:
Grazie a voi.
Enrica:
Grazie anche per la preghiera che farete sulla sua tomba.
Attilio Pepe:
Certamente, lo farò.
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