E' pacifica la tua venuta?

C'è un piccolo particolare, qualche riga prima della scelta di Davide, che mi ha fatto sorridere.

Il Signore manda Samuele a Betlemme, da Iesse, per ungere uno dei suoi figli. Samuele arriva e gli anziani della città, vedendolo, gli vanno incontro preoccupati e gli domandano:

«È pacifica la tua venuta?»

E Samuele, molto tranquillamente:

«Pacifica!»

Mi ha fatto sorridere perché, in fondo, quella domanda è vecchissima ma ancora attualissima.

È un po' come quando il capo ti manda un messaggio: «Ti devo parlare».

Oppure quando tua moglie, con aria misteriosa, ti dice: «Stasera, quando torni a casa, ti devo dire una cosa».

E dentro di te parte subito la domanda:

«È pacifica la tua venuta???» 😄

Insomma, il timore che stia per succedere qualcosa di importante non è poi così cambiato nei secoli.

Ma è proprio subito dopo che arriva una delle frasi più belle di tutta la Bibbia.

Samuele vede Eliab, il primo figlio di Iesse. È bello, alto, imponente. Insomma, sembra proprio avere tutte le caratteristiche del candidato perfetto.

E Samuele pensa:

«È certamente davanti al Signore il suo consacrato!»

Ma Dio gli dice:

«Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura […] perché l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore».

E qui, forse, c'è una lezione che riguarda molto anche noi.

Perché quanto spesso scegliamo prima con gli occhi e soltanto dopo, forse, con il cuore?

Ci succede con le persone, naturalmente. Un volto, un modo di vestirsi, il modo di parlare, il lavoro che fanno, la sicurezza con cui si presentano. In pochi secondi ci costruiamo un'idea di qualcuno.

Ma succede anche con le situazioni.

Pensiamo che una persona abbia una vita meravigliosa perché la vediamo sorridere. Pensiamo che qualcuno sia forte perché non lo vediamo mai piangere. Pensiamo che una persona abbia poco da dare perché non ha i "titoli" che ci aspetteremmo.

Dio, invece, guarda più in profondità.

E c'è una cosa che mi colpisce ancora di più: Dio non dice a Samuele semplicemente di guardare meglio Eliab.

Gli dice di non fermarsi a ciò che vede.

Perché il cuore di una persona non è immediatamente visibile.

Davide, infatti, non è nemmeno lì. È fuori a pascolare le pecore. Nessuno, a quanto pare, lo aveva considerato tra i candidati.

Eppure sarà proprio lui l'unto del Signore.

Forse è un buon promemoria anche per noi: non abbiamo bisogno di essere quelli che sembrano più importanti agli occhi degli altri per avere un posto importante nel cuore di Dio.

E forse vale anche al contrario: prima di giudicare qualcuno, prima di catalogarlo, prima di decidere chi sia e quanto valga, potremmo ricordarci quella frase:

«L'uomo guarda l'apparenza, ma il Signore guarda il cuore».

E allora quel piccolo «È pacifica la tua venuta?» dell'inizio mi fa sorridere ancora di più.

Gli anziani vedono arrivare Samuele e si preoccupano.

Samuele vede arrivare Eliab e pensa di aver già trovato il re.

Dio, invece, vede ciò che nessuno degli altri sta vedendo.

Forse la fede è anche questo: imparare, piano piano, a guardare un po' più come guarda Dio.


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