Da Il centuplo: Sinner e Sofia

 


Ci sono momenti in cui il protocollo e la tensione agonistica si fanno così densi da sembrare barriere insuperabili. Succede sui campi del Foro Italico, dove la concentrazione isola i grandi campioni in una bolla impenetrabile, a un passo dalla sfida. Poi, d’improvviso, l’innocenza si riprende la scena e scompiglia la solennità dei grandi con la forza disarmante della semplicità.

C’è una bambina che entra stringendo la mano di Jannik Sinner e decide che quel palcoscenico imponente non è un luogo di ansia, ma una meravigliosa pista da ballo: comincia a danzare con una leggerezza contagiosa e, poco dopo a rete, si mette fiera in posa sollevando una gambetta e disegnando una “V” con le dita.

E poi c’è il piccolo Leonardo che, rompendo ogni rigida regola formale, guarda il campione negli occhi e gli sussurra la domanda più pura del mondo: «Jannik, ti posso abbracciare?».

La prima, vera vittoria di Sinner non è in un colpo vincente, ma nella grazia assoluta con cui accoglie queste “invasioni” di campo fatte di vita vera. Il suo sorriso pulito si fa custode di quella gioia: rallenta il passo per lasciare l’intera scena al balletto della piccola, apre le braccia per stringere quel bimbo che ha preferito il calore di un abbraccio alla fredda distanza del cerimoniale.

In un’unica, straordinaria cornice si fondono così due gesti che ridefiniscono completamente la scala dei valori: una mano che accompagna una danza e un abbraccio spontaneo che azzera ogni pressione.

Questi piccoli grandi guerrieri ci hanno ricordato che l’essenziale, la tenerezza e la bellezza profonda sanno sempre come ritrovare la strada per il centro del campo, trasformando la ritualità del grande sport in una luminosa poesia della vita.

Grazie allora a tutti questi bambini “che accompagnano i campioni”, grazie Leonardo per quell’abbraccio per tutti noi in mondovisione ma soprattutto grazie a te, piccolina, perché tutti noi abbiamo visto quella bandana sotto il cappello che ci racconta di altre “partite” che stai “giocando”: sappilo, siamo tutti qui a far tifo per te in attesa di farci ancora tanti balletti assieme.

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